Camping Principina: “Via le piscine e le casette”

Le tre piscine e le ventidue casette mobili installate nel campeggio comunale Principina nel 2013 per i Mondiali di vela sono diventate abusi edilizi. E vanno rimosse. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo della Toscana che a fine gennaio ha respinto il ricorso della società Cavour srl (delle sorelle Maria Beatrice e Maria Angelica Bucalossi) contro il Comune di Grosseto.

La Cavour ha in gestione il campeggio nella pineta di Principina a Mare dal 2011, anno in cui sembrava conclusa la lunga sequela di gestioni più o meno problematiche della struttura. Nel 2013 per i Mondiali chiede e ottiene di poter installare in via temporanea tre piscine e delle casette mobili. Ma al momento di doverle rimuovere, niente da fare: piscine e casette rimangono lì. Nello stesso anno la proprietà del campeggio passa a Sistema, società unica del Comune, il cui presidente, Gabriele Fusini, sfodera maniere ferme e pretende il rispetto rigoroso del contratto: non solo, oltre l’annosa questione dei manufatti abusivi ereditati dalle gestioni precedenti, si accorge di ulteriori abusi edilizi, ma quando la Cavour non paga un paio di rate del canone (465.000 euro all’anno più Iva), va dritto dal giudice.

Nel frattempo, però, la Cavour fa ricorso al Tar per poter tenere in piedi le piscine e le casette sostenendo che, con il nuovo Testo unico dell’edilizia, le leggi sono cambiate e che quelle non sono «nuove costruzioni» ma solo una «libera attività d’impresa». Il 20 gennaio, la sentenza: il Tar respinge il ricorso della Cavour perché, dice, le norme nella pratica non sono cambiate: il nuovo concetto di “interventi di nuova costruzione” «non supera – scrivono i giudici fiorentini – le esigenze di tutela paesaggistica proprie di un’area vincolata come quella in esame, né le esigenze poste dal vincolo idrogeologico».

I manufatti vanno dunque tolti e la Cavour deve pagare 4.000 euro di spese di giudizio. «Abbiamo sei sentenze definitive di giudici ordinari e di collegi arbitrali che ci danno ragione sul pagamento del canone», spiega Fusini. «Siamo riusciti a farci pagare nel 2013, per la volta, l’intero canone annuale e nel 2014 abbiamo preso intanto la prima rata, di marzo, ricorrendo alla fidejussione e altrettanto faremo con quella scaduta a novembre.

In questo contesto è arrivata la sentenza del Tar che, di nuovo, dà torto alla società. A marzo abbiamo chiesto la risoluzione del contratto e siamo pronti a riprenderci il campeggio e a gestirlo, la prossima estate, da noi. Deve essere chiaro: se anche la Cavour intendesse ritirarsi, per l’estate 2015 il campeggio Principina sarà aperto. Questo lo dico ai tantissimi che ci stanno chiamando per avere notizie».

(articolo tratto da IL TIRRENO, del 03 febbraio 2015)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *