Comune di Grosseto: Pini morenti, abbattimenti necessari

Il botta e risposta sul taglio dei pini a Principina si arricchisce di una nuova puntata. Sono infatti arrivate le 15 risposte alle domande che gli ambientalisti avevano posto all’assessore all’ambiente Giuseppe Monaci.

«Gli amministratori e dipendenti pubblici – scrive Monaci – sono cittadini come gli altri, che si prodigano per l’interesse pubblico tenendo conto della normativa vigente, delle procedure autorizzative, della necessità di garantire sicurezza ai cittadini e delle disponibilità finanziarie, ricercando il massimo risultato al minor costo, utilizzando tecnologie e modalità operative comprovate e rispettose dell’ambiente». Monaci inizia a rispondere: «La procedura di taglio dei pini maritti a fini fitopatologici – dice – è stata costantemente seguita dal servizio fiotosanitario regionale. Il taglio di piante pericolose effettuato nel mese di luglio si è reso necessario, nonostante il disagio causato ai turisti in Principina, per garantire la pubblica incolumità».

Poi prosegue: «In un confronto civile non possono trovare spazio congetture, maldicenze e pettegolezzi. Il parassita Matsucoccus Feutaudi ha infestato da tempo la nostra costa, così come tutta l’area mediterranea e purtroppo oggi è presente in quasi tutti i Comuni toscani. Il taglio delle piante ammalate è obbligatorio e le residue piante ancora non visibilmente attaccate non hanno speranza di vita».

L’assessore trova «fuori luogo inserire in questa polemica un accademico come Ciancio, che se avesse voluto intervenire sui nostri lavori avrebbe potuto farlo direttamente. Una discussione scientifica sulla migliore difesa da attuare contro gli attacchi fitopatologici o su modelli alternativi di selvicoltura può essere svolta nelle opportune sedi».

Le risposte proseguono: «Inquadrarci come insensibili sterminatori di piante, ricci, tartarughe e nidi – prosegue Monaci -, adombrare finalità economiche dei tagli ed addirittura congetturate l’aggiunta del legname alla raccolta differenziata, è frutto di vostre congetture che respingo con sdegno. Dovreste quindi rendervi conto che stiamo operando per il bene della pineta, per far sì che non scompaia e che venga ricostituita; con il vostro atteggiamento imporreste invece un immobilismo pernicioso, che comporterebbe la morte di questa formazione forestale costituita solo da pino marittimo e la impossibilità di vivere Principina a causa delle continue cadute degli alberi».

Poi sulle procedure, anche quelle amministrative: «Le competenze e le procedure non si possono inventare ma sono quelle vigenti. Alla Soprintenza, trattandosi di intervento non di utilizzazione forestale ma relativo a zona urbana, ci siamo rivolti, abbiamo spiegato la filosofia dell’intervento e abbiamo avuto il giudizio positivo sull’operazione, acquisendo formalmente il parere nella conferenza dei servizi del 30 maggio 2014. Non vi sono autorità preposte che non abbiamo espresso i pareri di competenza. La pineta è una formazione artificiale che ha un suo ciclo fisiologico e che va rinnovata e siccome nel passato non si sono applicati criteri selvicolturali idonei, la pineta in ampi tratti è oggi cadente, sfilata, deperiente e attaccabile da parassiti. E’ stato impostato da tempo un lavoro organico, come già spiegato, volendo intervenire sui boschi di proprietà pubblica con un unico progetto».

Monaci conclude: «Il primo livello di intervento riguarda il bosco propriamente detto: sono pinete di proprietà pubblica per circa 50 ettari (circa 7 del Comune, circa 16 del demanio marittimo, da noi gestiti, e circa 28 del demanio dello Stato, che ce li ha affidati). Un bel progetto di diradamento a scopo fitosanitario e riduzione del rischio di incendio che prevede abbattimenti selettivi, «rimessa in chioma» dei pini domestici esistenti e ripulitura mediante taglio del sottobosco. Ottenuta la cantierabilità, sarà realizzato tra l’autunno e l’inverno e completato entro il marzo 2015. Questi lavori hanno grande valenza e sono curati da chi ha la competenza professionale in materia, sottoposti alle autorizzazioni delle vigenti autorità e frutto di valutazioni tecniche precise, non dettate dalla emotività di appassionati inesperti».

(tratto da LA NAZIONE, 26 agosto 2014)

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