Un Hotel di Principina vuole 6 milioni dal comune di Grosseto

Chiede la somma record di 6 milioni di euro al Comune di Grosseto lamentando danni all’attività dovuti al degrado e all’incuria in cui è tenuta Principina a Mare. La somma risarcitoria, richiesta da 4 anni, sarà devoluta per creare un fondo benefico destinato alle opere di sistemazione della stessa frazione.

Il procedimento è in piedi dal 2010: a imbastirlo è Severino Facondini, amministratore legale dell’hotel Principe srl, storica struttura ricettiva di Principina a mare: un hotel a 4 stelle che sorge in via dello Squalo, collegato a uno stabilimento balneare sempre di sua proprietà, la Petite Europe. Facondini lamenta da tempo un degrado insopportabile della frazione, con tutte le conseguenze del caso – danni alle attività – finite nell’atto di citazione notificato al Comune di Grosseto il 22 gennaio 2010. La causa è ad oggi pendente avanti alla Corte d’Appello di Firenze per una questione di giurisdizione.

«Si deve decidere – spiega l’avvocato Andrea De Cesaris – se appartiene al giudice ordinario o al giudice amministrativo». Nell’atto di citazione sono elencati i problemi che interessano in generale la frazione balneare e nello specifico la zona dove sorge l’hotel, che ne farebbe le spese sotto più fronti. Dalle buche all’illuminazione, fino alla pineta malconcia e alle strade “sottodimensionate” rispetto al previsto. Come sottolineato già a suo tempo per vie legali, «nel piano regolatore, è stata prevista per via dello Squalo una larghezza di 12 metri; infatti l’hotel Principe ha ceduto una mezzeria stradale di 6 metri ed è ancora proprietaria della sua mezzerie stradale. Al momento, dopo i lavori di maggio/giugno 2007, via dello Squalo misura 8,90 metri; mancano quindi 3,10 metri alla normale lunghezza della via inizialmente prevista nel piano…»

Quindi non solo «l’opera non è stata realizzata nel rispetto del piano regolatore e questo interessa non solo via dello Squalo ma tutte le vie a Principina, ma nel tempo la località è stata letteralmente abbandonata dal Comune, che si preoccupa solo di riscuotere le tasse». La situazione della strada è rimasta identica nel tempo («è più piccola del previsto», dice Faceondini). Altro problema l’illuminazione pubblica a servizio di via dello Squalo e del Sarago, che «presenta gravi carenze sia per garantire adeguata illuminazione per chi passa di lì, che per i rischi derivanti dalla possibilità dei passanti di venire in contatto con parti in tensione non collegate bene a terra». Le strade sono buie, l’impianto è pericoloso.

«Qua non ci sono servizi», dice Severo. «La situazione di degrado – è ancora riportato nell’atto – si è aggravata negli ultimi anni fino a determinare una situazione di esasperazione generale». La stessa questione dell’illuminazione «è stata portata più volte all’attenzione dell’amministrazione comunale». Facondini, negli anni, ha più volte documentato i disagi. Gli interventi “richiesti, necessari”, a suo dire, riguardano l’adeguamento delle strade realizzate «non in conformità col piano regolatore, piene di buche, sconnesse e pericolose, senza piste pedonali e ciclabili; parcheggi auto sufficienti».

L’adeguamento e restauro dell’illuminazione pubblica, e molto altro resocontato con dovizia di particolari. Insomma: «la società mia cliente – spiega oggi De Cesaris – già da quattro anni e mezzo ha posto all’attenzione della comunità la questione del degrado della località turistica, che sta creando gravissimo danno alle attività commerciali ed alla cittadinanza». Di qui la richiesta danni. Colossale: la più alta mai chiesta al Comune di Grosseto. Con la causa in questione, l’hotel Principe intende agire per ottenere il risarcimento dei danni subiti, con un’azione «coraggiosa e – scrive il legale – per certi versi sperimentale, che serva a far capire che tale inerzia non può continuare e serve un intervento responsabile che ponga fine al degrado. I danni all’attività commerciale sono stati quantificati in 6 milioni di euro.

Ma la società ha dichiarato la propria disponibilità alla devoluzione di tale somma a favore della costituzione di un fondo per realizzare le opere necessarie a Principina». Da parte sua il Comune di Grosseto preferisce non entrare nel merito del contenzioso, comunque giudicato astronomico. «Per noi non c’è niente di nuovo, la situazione è ferma a dov’eravamo: quando saremo chiamati faremo i nostri passi», taglia corto. Nel 2011 il tribunale di Grosseto aveva dato torto a Facondini che si era rivolto al Tar. A marzo 2012 arrivarono i sigilli al parcheggio dell’hotel. La guardia costiera e la polizia municipale misero sotto sequestro una porzione di pineta demaniale di circa 2500 metri quadrati per i quali non era stata rinnovata la concessione demaniale. I proprietari dell’albergo, scaduta la concessione, non avevano provveduto a pagare gli oneri, nonostante avessero avviato il contenzioso con il Comune. Scattò la denuncia in procura. E ora la storia prosegue.

(tratto da IL TIRRENO, 28 agosto 2014, di Elisabetta Giorgi)

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