Nascita Consorzio a Principina: Abitanti e commercianti si incontrano

Erano una ventina i grossetani che, tra proprietari di case e storici frequentatori di Principina, si sono incontrati ieri (10 settembre 2014) al bagno Medusa per fare il punto sul nascente Consorzio che vuol prendere in carico alcuni servizi pubblici della frazione balneare – fogne, illuminazione, strade e rifiuti – sottraendoli al Comune. Quota 200. Tra i proprietari di case di Principina infuriati per lo stato della frazione e intenzionati a creare il Consorzio, le adesioni crescono. E alle 10 di ieri, con una piccola cerimonia è stata salutata la firma numero 200. Duecento sigle in calce ai moduli della neoassociazione consortile di recupero urbano (Acru) Principina a mare.

«Per ora – chiariscono i manifestanti – si tratta di semplici manifestazioni d’interesse per tastare la sensibilità della gente, che comunque stanno andando bene. Al dunque ci vorranno 2000 firme corrispondenti al 70% dei proprietari di case. Non sarà facile: il percorso sarà durissimo, e molto più difficile che se nascesse un Consorzio ex novo in concomitanza con un nuovo insediamento. Qui si tratterà di far “trasferire” i servizi e strutturare il tutto, ma ce la mettiamo tutta».

Come fare? Avanti tutta. Il 2015 sarà l’anno cruciale, quello in cui, dopo un’estate turbolenta in cui la protesta ha raggiunto il punto di non ritorno, si attendono al varco le mosse del Comune. L’assessore Giuseppe Monaci, con una lettera aperta, ha preso impegni precisi che la gente – dopo anni («anzi decenni») di inerzia – aspetta di vedere sul campo.

«Se entro maggio la situazione non si smuove – dicono i grossetani – metteremo gazebo in tutta la frazione, raccoglieremo firme a tamburo battente e porteremo avanti la protesta più che in passato, con annessa creazione del Consorzio. Se invece il Comune fa quel che ha promesso noi ci fermiamo». E sarà meglio per tutti. Ispirandosi ai consorzi proliferati in varie parti d’Italia, i promotori stanno consultando studi legali e commerciali in Toscana e nel Lazio, studiando i passi burocratici da fare, esaminando le varie forme di statuto e dare il via, se le condizioni lo permettono, all’organismo che avrà vita autonoma. Soprattutto un proprio conto corrente con soldi da spendere «per la frazione». Solo un bilancio dei soldi spesi finora: appena 1200 euro per strutturarsi e organizzare le proteste. «I soldi entrati sono arrivati tutti da noi: ci siamo sponsorizzati da soli e abbiamo guadagnato soldi dalla vendita dei gadget. Il saldo negativo è di 45,78 euro, alla faccia di chi dice che abbiamo avuto sponsor…».

Commercianti spaccati. Non è affatto facile mettere insieme tutti. Tra le agenzie di Principina – serbatoio vitale per un Consorzio che punta ai proprietari di case – l’unico partecipante è Vitaliano Ulivie, titolare dell’agenzia Maremmaremma e una delle anime della frazione. Le altre 3 agenzie immobiliari “tacciono”. Questo perché – spiegano i manifestanti – «regna la paura che un clima negativo o le continue campagne di stampa, anziché smuovere la situazione, si ripercuotano sulla loro attività. Non hanno capito che è risolvendo i problemi alla radice che l’economia e i servizi ne beneficeranno, compresi i loro. Se non si superano le faide locali la frazione non rinasce». La speranza è che le altre agenzie immobiliari battano un colpo.

Per la cronaca, l’associazione Operatori economici di Principina – attiva fino a qualche tempo fa – è defunta. Serve l’unione. Pineta, illuminazione, strade, fogne. Tutto morto, ribadiscono gli abitanti. E poi c’è il turismo. «Sere fa – racconta Carlo Platania – abbiamo avuto un incontro con l’assessore al turismo (Ceccarelli, ndr) – E conseguito che se il Comune non fa una politica precisa e concreta di marketing non va da nessuna parte. Anzi: servono due cose: avere qualcosa di presentabile da offrire, e fare una politica di marketing seria per lanciarlo. Le fiere possono essere un’occasione da costruire seriamente. Ma la “nostra” presenza lì va organizzata in anticipo per la stagione successiva. La politica di marketing si fa con gli specialisti: se il Comune non ne ha a disposizione, si cerchino professionisti e ditte esterne».

(articolo di Elisabetta Giorgi, tratto da IL TIRRENO, 11 settembre 2014)

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