Ripreso il taglio dei pini a Principina a Mare

L’unico interesse in ballo è quello per la salvaguardia della pineta. L’assessore comunale ai Lavori pubblici di Grosseto Giuseppe Monaci si fa largo tra le continue polemiche che ruotano attorno al taglio dei pini di Marina e Principina da mesi. L’Amministrazione comunale infatti sta portando avanti la sua battaglia contro i parassiti che attaccano le piante, soprattutto la cocciniglia dei pini marittimi che ha colpito in maniera massiccia la pineta tra le due frazioni.

Il temibile Matsococcus feytaudi non è infatti un nemico da sottovalutare, e per questo il piano di abbattimenti proseguirà. Dopo la sosta di agosto e settembre sono riprese le operazioni di abbattimento delle piante ammalate e secche: un piano che ha già interessato 400 piante nella zona litoranea di Principina e che proseguirà per tutto l’inverno fino a marzo. Gli abbattimenti delle piante malate sono partiti dopo l’espletamento delle procedure burocratiche con rilevanza immediata, ma con obiettivi a medio e lungo termine. Il Comune infatti ha deciso di eliminare la fonte di contagio e pericolo, cercando di arrestare lo squilibrio ecologico determinato dal Matsococcus.

Al fianco di Monaci marciano anche il responsabile del servizio fitosanitario e di vigilanza e controllo agroforestale regionale Emidio Silvestri, il responsabile dell’ufficio forestazione ed incendi boschivi della Provincia di Grosseto Umberto Fralassi, il rappresentante dell’ufficio provinciale Agricoltura Gionni Paoli, il presidente dell’ordine dei dottori agronomi e forestali Gino Massimo Detti, il comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato Alessandro Baglioni e il professore dell’università della facoltà di Agraria di Firenze Riziero Tiberi che hanno dato sostegno all’assessore nella sua opera di risanamento della pineta.

«In questi casi non intervenire è deleterio – ha spiegato Tiberi -, gli insetti approfittano delle condizioni favorevoli ed attaccano la corteccia e poi il legno sviluppando all’interno la prole. Questi parassiti hanno una strategia riproduttiva ed una pianificazione estrema. Serve un attento monitoraggio ed azioni immediate».

L’Amministrazione comunale inoltre dovrà fare i conti anche con un’altra conseguenza dell’attacco ai pini marittimi. Ovvero l’aumento di piante malate ha provocato un incremento di cibo per una serie di altri parassiti, cosiddetti secondari, che di solito sono poco dannosi ma che nella zona interessata hanno raggiunto un numero tale che li spinge ad attaccare anche il pino domestico.

(Tratto da LA NAZIONE, del 10 ottobre 2014)

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